202001.25
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Il valore commerciale di un bene non ne esclude la natura di rifiuto

La natura di rifiuto, una volta acquisita in forza di elementi positivi (oggetto di cui il detentore si disfi, abbia l’intenzione o l’obbligo di disfarsi, quale residuo di produzione) e negativi (assenza dei requisiti di sottoprodotto, ai sensi dell’art. 184bis), non vien certo perduta in ragione di un mero accordo con terzi ostensibile all’autorità (oppure…

202001.25
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Deposito temporaneo di rifiuti nel luogo di produzione: con la mancanza di un solo requisito scatta il reato

Per deposito controllato o temporaneo, si intende ogni raggruppamento di rifiuti, effettuato prima della raccolta, nel luogo in cui sono stati prodotti, quando siano presenti precise condizioni relative alla quantità e qualità dei rifiuti, al tempo di giacenza, alla organizzazione tipologica del materiale ed al rispetto delle norme tecniche elencate nel D.Lgs. n. 152 del…

201912.08
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Deposito temporaneo di rifiuti nel luogo di produzione: a quali condizioni si considera regolare e si evita la sanzione penale?

Gli imputati, all’epoca del fatto, gestivano un’autofficina. In occasione di un controllo ambientale, sono stati rivenuti, nel luogo di produzione, rifiuti (speciali, pericolosi e non) derivanti dall’attività esercitata. Si difendono eccependo che l’accumulo rinvenuto deve qualificarsi alla stregua di un «deposito temporaneo», che, come è noto, non è sottoposto ad obbligo di autorizzazione (art. 183,…

201910.26
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Verifica di ammissibilità dei rifiuti in impianto: una volta ogni 12 mesi o una volta per anno solare entro il 31 dicembre?

Si contesta all’imputato, legale rappresentante di una società che gestisce una discarica, la violazione dell’autorizzazione integrata ambientale, nella parte in cui dispone che la verifica di conformità di ciascuna tipologia di rifiuto conferito dovesse essere effettuata “una volta all’anno (minimo) per ogni codice”. La prescrizione recepisce le disposizioni contenute nel D.M. 27 settembre 2010 ,…

201910.26
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Le acque meteoriche che dilavano le superfici industriali vanno autorizzate?

Le acque meteoriche da dilavamento sono costituite dalle sole acque piovane che, cadendo al suolo, non subiscono contaminazioni con sostanze o materiali inquinanti connesse all’attività esercitata nello stabilimento, poiché, altrimenti, esse vanno qualificate come reflui industriali ex art. 74, co. 1, lett. h), d. lgs. n. 152/2006. In quest’ultimo caso, qualora avvenga la commistione con…

201909.28
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Gestione non autorizzata di rifiuti: è reato anche la condotta occasionale?

Una società di produzione di mobili aveva utilizzato, come combustibile per il riscaldamento dello stabilimento, una parte del polverino di legno (trucioli di scarto triturati) derivante dal ciclo di produzione. Il resto era stato conferito come rifiuto. Posto che il polverino utilizzato come combustibile andava anch’esso qualificato come rifiuto e la ditta, al momento del…

201909.28
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Il guasto impianto esclude il reato ambientale?

La rottura della condotta di adduzione, che trasportava i reflui zootecnici di un allevamento suinicolo dalla vasca di stoccaggio alla laguna, causava uno sversamento di liquame nelle acque superficiali di un torrente, comportando, per i soci dell’azienda agricola in questione, una condanna per violazione dell’art. 192 T.U.A. (immissione di rifiuti pericolosi in acque superficiali). Nel…

201908.03
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Compilazione del formulario: la data di accettazione a destinazione deve corrispondere a quella di arrivo del carico in impianto?

Il caso riguarda la corretta compilazione dei formulari di identificazione dei rifiuti, in particolare, con riferimento alla casella n. 11, riservata al «Destinatario», dove vanno riportati la data e l’ora di accettazione del carico in impianto. La Provincia di Ascoli Piceno riscontrava che alcuni formulari riportavano una data di accettazione in impianto distante di qualche…

201908.03
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I rifiuti da demolizione e costruzione non possono costituire sottoprodotti

L’imputato era stato tratto a giudizio per il reato di attività di gestione non autorizzata di rifiuti da demolizione e costruzione (art. 256, co. 1, d. lgs. n. 152/2006). Di fatto aveva reimpiegato tali materiali nel cantiere, ma riteneva che quanto posto in essere fosse legale, in quanto i predetti materiali dovevano essere qualificati come…

201906.22
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Abbandono di rifiuti da parte di terzi: il proprietario dell’area è responsabile solo se è dimostrato il suo contributo causale e consapevole all’illecito altrui

Cass. pen., Sez. III, sentenza n. 13606 del 28.03.2019 La responsabilità del proprietario di un fondo, per illecita gestione di rifiuti ivi abbandonati da ignoti, è subordinata alla specificazione del contributo causale consapevolmente fornito all’illecito altrui, quand’anche egli non abbia adempiuto all’ordinanza sindacale di rimozione dei rifiuti. Si contestava agli imputati di aver gestito i…