201306.22
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Il dissenso di un rappresentante della P.A. in sede di conferenza di servizi per il rilascio dell’AIA deve essere “costruttivo”

La vicenda in oggetto riguarda il rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale per la realizzazione di una discarica. In presenza di “dissensi” correlati a specifici aspetti progettuali, come emersi nella conferenza di servizi, l’Autorità competente deve segnalarli puntualmente e, comunque, non può esimersi dal sottoporre le modifiche progettuali formulate dal richiedente, a seguito del preavviso di diniego, ad un successivo esame mediante riconvocazione della conferenza di servizi.

L’art. 5 comma 10 del d.lgs. 18 febbraio 2005 n.59 (recante “Attuazione integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento”), rimettendo all’autorità competente la scelta del modulo procedimentale della conferenza di servizi ex art. 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, richiama testualmente anche gli “…artt. 14-ter, commi da 1 a 3 e da 6 a 9, e 14-quater della legge 7 agosto 1990, n. 241”.

Orbene, l’art. 14-quater stabilisce che: “Il dissenso di uno o più rappresentanti delle amministrazioni ivi comprese quelle preposte alla tutela ambientale regolarmente convocate alla conferenza di servizi, a pena di inammissibilità, deve essere manifestato nella conferenza di servizi, deve essere congruamente motivato, non può riferirsi a questioni connesse che non costituiscono oggetto della conferenza medesima e deve recare le specifiche indicazioni delle modifiche progettuali necessarie ai fini dell’assenso”.

Come è stato osservato, deve dunque trattarsi di “dissenso costruttivo” e la sua motivazione, nonché la necessaria indicazione delle modifiche progettuali utili all’espressione dell’assenso, ossia al superamento delle ragioni del dissenso, “…è conforme non solo all’esigenza dell’effettivo perseguimento degli obiettivi di semplificazione e di accelerazione dell’azione amministrativa, ma anche nell’ottica dell’altro principio di leale collaborazione cui pure devono essere improntati i rapporti tra le varie pubbliche amministrazioni”. In altri termini, la motivazione e la coeva individuazione, ove possibili, di modifiche progettuali atte a superare i profili ostativi al rilascio del provvedimento (nella specie, dell’autorizzazione integrata ambientale), mirano ad evitare una duplicazione di procedimenti, la dilatazione dei tempi di definizione, la stessa insorgenza di contenziosi amministrativi e giurisdizionali, in ossequio ai principi generali di economicità, di efficacia e di pubblicità. Consiglio di Stato, sentenza del 24 maggio 2013