Lo smaltimento illecito di rifiuti può integrare anche il reato di danneggiamento
Lo smaltimento su un terreno di fusti contenenti rifiuti pericolosi in condizioni tali da determinare anche il versamento del contenuto sul suolo, con penetrazione dello strato superficiale dello stesso, costituisce attività del tutto idonea a configurare il delitto di danneggiamento. Corte di Cassazione sentenza del 25 giugno 2014
Ampliamento impianto di depurazione acque reflue e applicazione della fascia di rispetto
L’ampliamento dell’impianto di depurazione al fine dell’adeguamento ai sopravvenuti limiti di legge di cui al D.lgs. 152/2006 è stato previsto in sede di Piano regionale di tutela delle acque. In base ad una interpretazione logico-sistematica, appare del tutto irragionevole la sostenuta applicazione della fascia di rispetto di cui al punto 1.2. della delibera del Comitato […]
Il nesso causale tra condotta e inquinamento che giustifica l’obbligo di bonifica
Il Tar Lazio affronta il rapporto di causalità tra condotta e inquinamento al fine di giustificare l’obbligo di procedere alla bonifica, chiarendo se esso possa essere inteso in una accezione debole secondo il canone del “non si può escludere che”. La pronuncia è altresì interessante perché chiarisce se possa essere considerata solidale l’obbligazione dei diversi […]
Emissioni in atmosfera: quando l’inosservanza delle prescrizioni è reato
Le autorizzazioni amministrative in materia di emissioni in atmosfera contengono diverse prescrizioni spesso di natura ‘formale’, come per esempio la tenuta di registri o altro. Si pone pertanto il problema se l’inosservanza di ogni violazione integri il reato di cui all’art. 279, co. 2, del TUA. La questione è stata affrontata dalla Corte di Cassazione […]
A quali materiali si applica il D.M. n. 161/2012
Il D.M. n. 161/2012, con cui sono stati stabiliti i criteri qualitativi e quantitativi da soddisfare affinché i materiali da scavo possano essere riutilizzati come sottoprodotti, trova applicazione unicamente nel caso di ‘grandi opere’, ossia quanto al materiale da scavo proveniente da attività o opere soggette a valutazione d’impatto ambientale o ad autorizzazione integrata ambientale. […]
Le acque provenienti da attività alberghiera e di ristorazione sono assimilabili a quelle domestiche?
Non è revocabile in dubbio che le acque reflue, in quanto provenienti da attività alberghiera e da attività di ristorazione sono assimilate a quelle domestiche, rientrando non solo nella disciplina del D.P.R. 19 ottobre 2011, n. 227, ma ancor prima nella normativa regionale di cui, nel caso, al Piano regionale delle Acque, approvato con delibera […]
L’attività estrattiva è meritevole di tutela se non comporta conseguenze negative per l’ambiente
Si osserva in generale che l’aspettativa delle imprese cavatrici alla prosecuzione dell’attività di scavo è da ritenersi meritevole di considerazione, perché in questo modo si mantiene integro il tessuto produttivo e viene salvaguardata l’occupazione, a vantaggio del benessere collettivo. L’argomento dell’utilità collettiva si fonda tuttavia su alcune ipotesi implicite, e può essere utilizzato solo se […]
La confisca del mezzo usato per il trasporto illecito di rifiuti può essere evitata dalla sopravvenuta autorizzazione?
La Suprema Corte affronta nella sentenza annotata una questione piuttosto diffusa nella prassi, se cioè la confisca dell’automezzo utilizzato per la commissione del reato di trasporto illecito di rifiuti possa essere esclusa dalla sopravvenuta autorizzazione concessa al titolare dell’automezzo. Corte di Cassazione, sentenza del 03.06.2014
Infortunio causato dal mancato utilizzo delle cinture di sicurezza: il datore di lavoro è responsabile anche se si è curato di acquistarle?
La Corte di Cassazione si occupa del caso di un datore di lavoro che, benché si sia curato di acquistare le cinture di sicurezza, queste poi non sono state utilizzate dal lavoratore. Si pone pertanto il problema di stabilire se l’acquisto vale da sé ad assolvere all’obbligo gravante sul datore di lavoro in materia antinfortunistica. […]
La destinazione agricola di un’area è compatibile solo con attività di coltivazione del terreno?
La giurisprudenza amministrativa ha più volte evidenziato che la destinazione agricola del suolo non deve rispondere necessariamente all’esigenza di promuovere specifiche attività di coltivazione, e quindi essere funzionale ad un uso strettamente agricolo del terreno, potendo essere volta a sottrarre parti del territorio comunale a nuove edificazioni, ovvero a garantire ai cittadini l’equilibrio delle condizioni […]