Studio Legale Ambientale

Luogo di produzione dei rifiuti rilevante ai fini della nozione di deposito temporaneo

In tema di gestione illecita dei rifiuti, il luogo di produzione rilevante ai fini della nozione di deposito temporaneo non è solo quello in cui i rifiuti sono prodotti ma anche quello che si trova nella disponibilità dell’impresa produttrice e nel quale gli stessi sono depositati, purché funzionalmente collegato al luogo di produzione. Cass. pen., […]

Il Sindaco può ordinare alla Regione il ripristino dello stato dei luoghi?

Dal dato testuale dell’art. 192, comma 3, D.L.vo n. 152/2006 si evince come il potere-dovere di ordinare la rimozione e il ripristino dello stato dei luoghi vada esercitato senza indugio non solo nei confronti di chi abbandona sine titulo i rifiuti, ma anche del proprietario o del titolare di altro diritto reale cui la “violazione […]

Novità per le materie prime secondarie da rifiuti ceramici e inerti dalla legge di conversione del d.l. 91/2014

Inserito con la legge di conversione del d.l. n. 91/2014 il comma 4-ter all’art. 13, che prevede che per le opere che riguardano recuperi ambientali, rilevati e sottofondi stradali, ferroviari e aeroportuali, nonché piazzali, è consentito l’utilizzo delle materie prime secondarie, di cui al punto 7.1.4 dell’allegato 1, suballegato 1, del decreto del Ministro dell’ambiente […]

Attività recupero rifiuti in procedura semplificata: occorre la previa autorizzazione comunale ex art. 19 L. 241/1990?

Il Consiglio di Stato affronta la questione, in modo invero poco convincente, se sia necessaria, per svolgere l’attività di recupero rifiuti in procedura semplificata, il possesso dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività produttiva (ai sensi dell’art. 19 della legge n. 241/1990), di competenza comunale; è chiarito inoltre se le attività di recupero rifiuti in forma semplificata sono sottoposte […]

Autorizzazione ex art. 208 TUA: legittimi gli atti successivi alla conferenza servizi?

L’autorizzazione a gestire “impianti di smaltimento o di recupero di rifiuti”, ex art. 208 TUA, si rilascia all’esito di un’istruttoria che prevede la convocazione obbligatoria di una conferenza di servizi, la quale, entro un termine, deve valutare il progetto e “trasmette le proprie conclusioni con i relativi atti” alla regione o all’autorità delegata. Nella sentenza […]

Cessazione qualifica rifiuto: occorre provare il valore economico del prodotto?

Affinché un materiale perda la qualifica di rifiuto non è più necessario il requisito del valore economico, come richiesto dall’art. 181 bis comma 1 lett. e) d.lg. n. 152 del 2006, in quanto l’art. 184 ter, richiede solo che vi sia “un mercato o una domanda per tale sostanza o oggetto” . Tar Campania sentenza […]

L’autosmaltimento mediante combustione di rifiuti agricoli

La Corte di Cassazione si sofferma sul tema diffusissimo nella prassi agricola del c.d. abbruciamento dei rifiuti, chiarendo se esso costituisca giuridicamente una forma di autosmaltimento di rifiuti da richiedere, in quanto tale, una previa autorizzazione. Corte di Cassazione sentenza dell’1 agosto 2014

Lo smaltimento illecito di rifiuti può integrare anche il reato di danneggiamento

Lo smaltimento su un terreno di fusti contenenti rifiuti pericolosi in condizioni tali da determinare anche il versamento del contenuto sul suolo, con penetrazione dello strato superficiale dello stesso, costituisce attività del tutto idonea a configurare il delitto di danneggiamento. Corte di Cassazione sentenza del 25 giugno 2014

A quali materiali si applica il D.M. n. 161/2012

Il D.M. n. 161/2012, con cui sono stati stabiliti i criteri qualitativi e quantitativi da soddisfare affinché i materiali da scavo possano essere riutilizzati come sottoprodotti, trova applicazione unicamente nel caso di ‘grandi opere’, ossia quanto al materiale da scavo proveniente da attività o opere soggette a valutazione d’impatto ambientale o ad autorizzazione integrata ambientale. […]