Il terzo non responsabile è obbligato a concludere la procedura di bonifica che ha avviato?
A carico del proprietario e/o terzo interessato non responsabile della contaminazione dell’area non grava alcun obbligo di porre in essere gli interventi ambientali di bonifica, ma solo la facoltà di eseguirli. La procedura indicata, proprio perché fondata sulla volontaria iniziativa del proprietario dell’area inquinata, prosegue solo fino a quando permanga l’adesione dell’interessato, sicché, qualora sopravvenga […]
Scarichi da autolavaggio: acque reflue industriali?
L’attività di autolavaggio è assimilabile a quella di acque reflue industriali, stante la presenza di caratteristiche inquinanti diverse e più rilevanti di quelle di un insediamento civile per la presenza di oli minerali, sostanze chimiche e particelle di vernice che possono staccarsi dalle autovetture. Cass. pen., sentenza del 10 novembre 2014
Terre e rocce da scavo come sottoprodotti: serve il permesso di costruire?
L’atto concessorio di tipo urbanistico è necessario allorché la morfologia del territorio venga alterata in conseguenza di rilevanti opere di scavo, sbancamenti, livellamenti, finalizzati ad usi diversi da quelli agricoli. Nella specie si trattava di uno scavo lungo m. 10, largo m. 4 e profondo m. 2, propedeutico all’ampliamento di un preesistente fabbricato. Cass. pen. […]
La sansa e le acque di vegetazione costituiscono rifiuti?
La giurisprudenza di legittimità è ferma nel ritenere che l’ambito di applicazione della disciplina contenuta nella L. 11 novembre 1996, n. 574 (Norme in materia di utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e di scarichi di frantoi oleari) deve essere necessariamente circoscritto ai soli casi in cui i reflui oleari abbiano una loro utilità a fini agricoli. […]
Immissione rumorose da traffico veicolare di un’infrastruttura autostradale: vale il criterio comparativo differenziale?
La Suprema Corte ha stabilito che in presenza di immissioni rumorose prodotte da traffico veicolare di un’infrastruttura autostradale e impattanti sull’immobile posto nella fascia di rispetto autostradale le stesse vanno valutate, al fine di stabilire il superamento della normale tollerabilità, attraverso l’applicazione del criterio cosiddetto comparativo differenziale dei 3 decibel rispetto al rumore di fondo. […]
La nozione di rifiuto si ricava dalla definizione dei sottoprodotti
Deve intendersi per rifiuto qualsiasi sostanza od oggetto di cui il produttore o il detentore si disfi, o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi, senza che assuma rilievo la circostanza che ciò avvenga attraverso lo smaltimento del prodotto o tramite il suo recupero. La nozione di rifiuto non deve essere intesa nel senso di […]
VIA negativa: l’Amministrazione deve comunque istruire la domanda di AIA?
L’art. 10 del TUA detta una norma di coordinamento nell’ipotesi in cui il progetto ricada sia sotto l’ambito della VIA che dall’AIA. In questa sede è sufficiente rilevare che il provvedimento di VIA “fa luogo” del provvedimento di AIA, in genere, per i provvedimenti di competenza statale. Le Regioni, per i progetti di loro competenza, […]
L’obbligo di comunicazione del pericolo di contaminazione sussiste anche in caso di intervento dell’Autorità
La Corte di Cassazione nella sentenza annotata, dopo avere premesso che il responsabile dell’inquinamento risponde del reato di cui all’art. 257, co. 1, TUA per la mancata segnalazione dell’evento anche nel caso in cui non si riscontri l’effettiva contaminazione del sito, chiarisce che il reato di mancata effettuazione della comunicazione è configurabile anche nel caso […]
Come si intende il requisito della “popolazione complessivamente servita” ai fini dell’iscrizione all’Albo gestori ambientali
Come è noto la categoria 1 di iscrizione all’Albo gestori ambientali è suddivisa in sei classi ex D.M. 28 aprile 1998, n. 406 a seconda della popolazione complessivamente servita. La Corte di Cassazione nella sentenza in commento precisa come vada inteso il predetto requisito, se cioè esso va riferito alla popolazione del singolo comune di […]
Il prelievo può essere istantaneo in caso di scarico discontinuo e non prevedibile
Il caso riguardava lo scarico di acque reflue industriali presso un impianto di discarica senza osservare le prescrizioni AIA, per superamento di alcuni parametri. Può un prelievo istantaneo, senza cioè durare tre ore, rappresentare idoneamente l’intero scarico? La risposta è affermativa, se si tratta di scarico che avviene con discontinuità e per brevi periodi, e […]