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Classificazione rifiuti e codice CER: gli obblighi del destinatario secondo la Cassazione

La classificazione del rifiuto e l’attribuzione del codice CER sono passaggi cruciali nella gestione dei rifiuti. Una recente pronuncia della Cassazione chiarisce che il destinatario non può limitarsi a recepire il codice indicato dal produttore, ma deve verificare attivamente la natura del rifiuto.

Classificazione rifiuti e codice CER: gli obblighi del destinatario secondo la Cassazione

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Il dovere di verifica in capo a chi riceve il rifiuto

Nel settore della gestione dei rifiuti, la classificazione non è un adempimento meramente formale. Al contrario, essa rappresenta uno snodo decisivo dell’intera filiera, da cui dipendono la corretta gestione del rifiuto, la sicurezza ambientale e, non di rado, anche i profili di responsabilità penale.Su questo punto si inserisce una recente pronuncia della Corte di cassazione, la sentenza n. 41415 del 23 dicembre 2025, che affronta un tema di grande rilievo pratico: fino a che punto il destinatario del rifiuto può fare affidamento sul codice CER attribuito dal produttore?La risposta della Suprema Corte è netta: non può farlo in modo acritico...………….CONTINUA A LEGGERE SUL SITO INSIC.